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lunedì, marzo 27, 2006

AMARE UNA PERSONA E’...

Averla senza possederla.
Dare il meglio di sé
senza pensare di ricevere.
Voler stare spesso con lei,
ma senza essere mossi dal bisogno
di alleviare la propria solitudine.
Temere di perderla,
ma senza essere gelosi.
Aver bisogno di lei,
ma senza dipendere.
Aiutarla, ma senza aspettarsi gratitudine.
Essere legati a lei,
pur essendo liberi.
Essere un tutt’uno con lei,
pur essendo se stessi.
Ma per riuscire in tutto ciò,
la cosa più importante da fare è...
accettarla così com'è,
senza pretendere che sia come si vorrebbe.

(Omar Falworth)

mercoledì, marzo 22, 2006

aTTenTaTi

Buonasera dal Tg3.
In un incontro con la stamapa Silvio Berlusconi è stato leggermente colpito a un labbro dal microfono di un giornalista che nella calca ha allungato il braccio con troppa veemenza.

Buonasera dal Tg5.
Tragedia sfiorata durante la conferenza stampa del presidente Berlusconi. Alcuni giornalisti indemoniati hanno tentato di zittire il premier infilandogli il microfono nella trachea. Fortunatamente il Cavaliere è riuscito a compiere un esorcismo cospargendoli con acqua di Lourdes. Berlusconi, dopo aver ricordato di essere apparso anche lui a Lourdes, ha donato un'acquasantiera ai giornalisti esorcizzati e li ha cresimati.

Buonasera dal Tg4.
Attentato, si tratta di attentato! Un giornalista dell'Unità, quindi comunista, si è avventato sul nostro Presidente del Consiglio, dott. Silvio Berlusconi, e lo ha colpito al volto con una clava
camuffata da microfono. Il Cavaliere è stato soccorso e avvolto in un sudario di lino. Secondo i numerosi testimoni il volto del premier si sarebbe impresso sul lenzuolo.

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Buonasera dal Tg3.
Piccolo incidente per Berlusconi, che è arrivato a Washington per l'incontro con il presidente americano Bush. Nello scendere dal jet il Cavaliere è scivolato sulla scaletta ghiacciata.

Buonasera dal Tg5.
Poteva essere un disastro aereo. Il presidente Berlusconi è giunto negli Stati Uniti appena in tempo per salvare la vita a Bush. Il presidente americano infatti è scivolato sul ghiaccio e il Cavaliere gli ha fatto da cuscino con il proprio corpo attutendo la caduta. Berlusconi dopo aver ricordato di essere stato anche lui un presidente americano ha donato a Bush un doppiopetto a stelle e a strisce.

Buonasera dal Tg4.
Attentato, si tratta di attentato! Un'ondata di freddo siberiano, quindi comunista, ha ricoperto di ghiaccio la scaletta dell'aereo che il nostro presidente del Consiglio, dottor Silvio Berlusconi, stava percorrendo. Precipitando, il premier ha indossato gli stivaletti di pattinaggio su oghiaccio, e in onore di Bush si è esibito in una coreografia. L'aeroporto di Washington ha immediatamente sospeso tutti i voli per permettere al Cavaliere di volteggiare sulle note dell'inno americano.

martedì, marzo 21, 2006

PoVeRo SiLVio

TRa CoNiuGi


i Miei DiSeGNi



domenica, marzo 19, 2006

CockTaiL

Caipiroska alla fragola

5 cl di vodka
1 lime tagliato a pezzetti
2 cucchiai di zucchero di canna
3-4 fragole fresche tagliate a pezzetti

Si prepara direttamente nel bicchiere ad old fashioned schiacciando il lime con lo zucchero, aggiungendo le fragole, colmando con ghiaccio a scaglie e con vodka. Mescolare il tutto e aggiungere le cannucce corte.


La NuTeLLa



Nutella è il nome commerciale di una crema di cioccolato e nocciole creata nel 1964 dalla Ferrero, sulla base di un precedente prodotto chiamato Pasta Gianduja.

In Italia come in numerose altre nazioni europee, la nutella non è solamente un alimento o una golosità, bensì un fenomeno di costume ed una marca mito..

Il prodotto è oggi universalmente conosciuto e consumato in quasi tutte le nazioni del mondo. Nel 2004, anno in cui si festeggiavano i 40 anni di vita, sono stati venduti oltre 200.000.000 di chili di nutella.

Nel corso degli anni, al mutare dei tempi e delle mode, la ricetta e la confezione della nutella sono rimaste invariate. Più volte si è parlato di "generazione nutella", riferendosi talvolta a giovani dinamici ed alla ricerca del piacere, talvolta ad adulti nostalgici del passato. La nutella è infatti foriera di emozioni, riuscendo a legare il presente al passato all'interno di piccoli ma gradevoli rituali quotidiani.

Sono proprio queste sue capacità di aggregazione e condivisione che ne hanno fatto oggetto di studi e di osservazione. La nutella compare in numerosi film (è famosa la scena del film : Bianca di Nanni Moretti, in cui il protagonista Michele Apicella, alter ego del regista-attore, affoga l'ansia in un enorme barattolo di nutella), appartiene al linguaggio quotidiano, è presa quale termine di paragone ed ha costituito oggetto di studi sociologici. Su di lei sono addirittura stati scritti dei libri e delle tesi di laurea.

I tentativi di imitazione sono numerosi, ma nessun concorrente è mai riuscito ad imporre il proprio marchio in sostituzione di questo.


i CenTo PaSSi




"Nato nella terra dei vespri e degli aranci, tra Cinisi e Palermo parlava alla sua radio,

negli occhi si leggeva la voglia di cambiare, la voglia di giustizia che lo portò a lottare,
aveva un cognome ingombrante e rispettato, di certo in quell'ambiente da lui poco onorato,
si sa dove si nasce ma non come si muore e non se un'ideale ti porterà dolore."
(Dalla canzone I Cento Passi dei Modena City Ramblers)

"I cento passi",film di Marco Tullio Giordana, narra la storia di Peppino Impastato, giovane attivista sociale e politico, che fonderà a Cinisi, Sicilia, una radio locale indipendente dal nome di "Radio Out". Il giovane Impastato attira la pericolosa attenzione del boss mafioso Gaetano Badalamenti, che abita a soli "cento passi" da casa sua, minando provocatoriamente il clima di rispetto e soggezione che foraggia Cosa Nostra, proprio attaraverso la trasmissione radiofonica che reinventa e ridicolizza i costumi di una terra cieca. L’otto maggio 1978, in concomitanza con la morte di Moro a Roma, Peppino Impastato viene fatto saltare con una carica di tritolo.

L'uRLo


Questo è senz’altro il quadro più celebre di Munch ed, in assoluto, uno dei più famosi dell’espressionismo nordico. In esso è condensato tutto il rapporto angoscioso che l’artista avverte nei confronti della vita. Lo spunto del quadro lo troviamo descritto nel suo diario:

Camminavo lungo la strada con due amici

quando il sole tramontò

il cielo si tinse all’improvviso di rosso sangue

mi fermai, mi appoggiai stanco morto a un recinto

sul fiordo nerazzurro e sulla città c’erano sangue e lingue di fuoco

i miei amici continuavano a camminare e io tremavo ancora di paura

e sentivo che un grande urlo infinito pervadeva la natura.

Lo spunto è quindi decisamente autobiografico. L’uomo in primo piano che urla è l’artista stesso. Tuttavia, al di là della sua relativa occasionalità, il quadro ha una indubbia capacità di trasmettere sensazioni universali. E ciò soprattutto per il suo crudo stile pittorico.

Il quadro presenta, in primo piano, l’uomo che urla. Lo taglia in diagonale il parapetto del ponte visto in fuga verso sinistra. Sulla destra vi è invece un innaturale paesaggio, desolato e poco accogliente. In alto il cielo è striato di un rosso molto drammatico.

L’uomo è rappresentato in maniera molto visionaria. Ha un aspetto sinuoso e molle. Più che ad un corpo, fa pensare ad uno spirito. La testa è completamente calva come un teschio ricoperto da una pelle mummificata. Gli occhi hanno uno sguardo allucinato e terrorizzato. Il naso è quasi assente, mentre la bocca si apre in uno spasmo innaturale. L’ovale della bocca è il vero centro compositivo del quadro. Da esso le onde sonore del grido mettono in movimento tutto il quadro: agitano sia il corpo dell’uomo sia le onde che definiscono il paesaggio e il cielo.

Restano diritti solo il ponte e le sagome dei due uomini sullo sfondo. Sono sordi ed impassibili all’urlo che proviene dall’anima dell’uomo. Sono gli amici del pittore, incuranti della sua angoscia, a testimonianza della falsità dei rapporti umani.

L’urlo di questo quadro è una intesa esplosione di energia psichica. È tutta l’angoscia che si racchiude in uno spirito tormentato che vuole esplodere in un grido liberatorio. Ma nel quadro non c’è alcun elemento che induca a credere alla liberazione consolatoria. L’urlo rimane solo un grido sordo che non può essere avvertito dagli altri ma rappresenta tutto il dolore che vorrebbe uscire da noi, senza mai riuscirci. E così l’urlo diviene solo un modo per guardare dentro di sé, ritrovandovi angoscia e disperazione.

uNo, neSSuNo, CenToMiLa.

Alla base del pensiero pirandelliano c’è una concezione vitalistica della realtà: la realtà tutta è vita, perpetuo movimento vitale, inteso come eterno divenire, incessante trasformazione da uno stato all'altro.

Tutto ciò che si stacca da questo flusso e assume forma distinta e individuale, si rapprende, si irrigidisce, comincia, secondo Pirandello, a morire. Così avviene per l'uomo: si distacca dall'universale assumendo una forma individuale entro cui si costringe, una maschera ("persona") con la quale si presenta a se stesso. Non esiste però la sola forma che l'io dà a se stesso, nella società esistono anche le forme che ogni io dà a tutti gli altri. E in questa moltiplicazione l'io perde la sua individualità, da «uno» diviene «centomila» quindi «nessuno».

Dalla disgregazione dell'io individuale partono in quest’opera le vicende del protagonista, Vitangelo Moscarda: quando la moglie, per un semplice gioco, gli farà notare alcuni suoi difetti fisici che lui non aveva mai notato, prima fra tutte una leggera pendenza del naso, questi si renderà conto come l'immagine che aveva sempre avuto di sé non corrispondesse in realtà alla figura che gli altri avevano di lui e cercherà in ogni modo di carpire questo lato inaccessibile del suo io. Da questo sforzo verso un obiettivo irraggiungibile nascerà la sua follia:

Chi era colui? Nessuno. Un povero corpo, senza nome, in attesa che qualcuno se lo prendesse.
Ma, all'improvviso, mentre così pensavo, avvenne tal cosa che mi riempì di spavento più che di stupore.
Vidi davanti a me, non per mia volontà, l'apatica attonita faccia di quel povero corpo mortificato scomporsi pietosamente, arricciare il naso, arrovesciare gli occhi all'indietro, contrarre le labbra in su e provarsi ad aggrottar le ciglia, come per piangere; restare così un attimo sospeso e poi crollar due volte a scatto per lo scoppio d'una coppia di starnuti.
S’era commosso da sé, per conto suo, ad un filo d'aria entrato chi sa donde, quel povero corpo mortificato, senza dirmene nulla e fuori della mia volontà.
«Salute!» gli dissi.
E guardai nello specchio il mio primo riso da matto.

La follia è infatti in Pirandello lo strumento di contestazione per eccellenza delle forme fasulle della vita sociale,l'arma che fa esplodere convenzioni e rituali, riducendoli all'assurdo e rivelandone l'incoscienza.

Inizia così la serie delle pazzie del Moscarda: prima sfratta un povero squilibrato, Marco di Dio, dalla catapecchia che persino il padre usuraio, per pietà, gli aveva concesso gratuitamente, e in tal modo suscita l'esecrazione di tutta la città; poi, con un improvviso colpo di scena, rivela alla folla indignata, accorsa per assistere allo sfratto, di aver donato un'altra casa migliore a di Dio. In seguito impone agli amministratori di liquidare la banca paterna, maltratta la moglie Dida (che pur ama) e la induce a lasciarlo. A questo punto i due amministratori, la moglie e il suocero, congiurano per farlo interdire. È avvertito da Anna Rosa, un'amica di Dida, ed egli, rivelandole tutte le sue considerazioni sull'inconsistenza della persona, sulle forme che gli altri ci impongono, l'affascina, ma fa anche saltare il suo equilibrio psichico, e la donna, con gesto improvviso e inspiegabile, gli spara, ferendolo gravemente. Ne nasce uno scandalo enorme: tutta la città è convinta che tra lui e Anna Rosa ci sia una relazione colpevole. A Moscarda, consigliato da un sacerdote, non resta che riconoscere tutte le colpe attribuitegli e dimostrare un eroico ravvedimento. Dona tutti i suoi averi per fondare un ospizio di mendicità, ed egli stesso vi viene ricoverato, vivendo insieme con tutti gli altri mendicanti, vestendo la divisa della comunità e mangiando nella ciotola di legno.

È il fallimento del tentativo del Moscarda che cerca l'evasione attraverso la follia: nel tentativo di sfuggire alle tante forme impostegli dalla società finirà per dover accettare una nuova, ennesima, maschera: quella dell'adultero, e scontare per essa una pesante e immeritata pena. Ma in questa sconfitta trova una sorta di vittoria, una cura alle angosce che lo perseguitavano. Se prima la consapevolezza di non essere «nessuno» gli dava un senso di orrore e di tremenda solitudine, ora accetta di buon grado l'alienazione completa da se stesso, rifiuta ogni identità personale, arriva a rifiutare infatti il suo stesso nome, e si abbandona allo scorrere mutevole della vita, al divenire del mondo, «morendo» e «rinascendo» subito dopo, in ogni attimo, sempre nuovo e senza ricordi, senza la costrizione di alcuna maschera autoimposta, ma identificandosi in ogni cosa, in una totale estraniazione dalla società e dalle forme coatte che essa impone.

GaLLiPoLi


Gallipoli è un comune di circa 21.000 abitanti della provincia di Lecce. Si affaccia sul mar Ionio, sulla costa occidentale della penisola salentina. La città di Gallipoli si divide in due parti, il Borgo ed il Centro Storico. Il Borgo sarebbe la parte moderna della città, che conprende tutte le nuove costruzioni, come ad esempio il palazzo di vestro (chiamato anche Grattacielo). Il Centro Storico, invece, si trova su un' isola di origine calcarea, collegata alla terra ferma attraverso un ponte formato ad archi, percorrendo il ponte, è possibile raggiungere sia la parte antica della città, sia il porto mercantile.

Cultura

Gallipoli è chiamata anche "Perla dello Jonio", in quanto ricca di fascino e bellezza. I suoi monumenti più importanti sono il Castello Angioino, la Cattedrale di S. Agata e la cosiddetta Fontana Greca, un tempo ritenuta la fontana più antica d'Italia, in realtà risalente alla prima età rinascimentale.

Economia

L'economia della città di Gallipoli si basava nei tempi passati sul commercio internazionale di olio e vino. Attualmente sono molto importanti le attività legate alla pesca e al turismo.



```Ma la tua vita adesso puoi cambiare solo se sei disposto a camminare, gridando forte senza aver paura```